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Studio Scienze Olistiche Applicate
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SEZIONE: ARTI DELLO SPIRITO

VERSO UN’ARTE “UNIVERSALE”

Dott. Francesca Rossetti

L’espressione creativa rappresenta un aspetto imprescindibile della natura umana. Nella storia essa ha assunto ruoli diversi a seconda delle culture e degli eventi storico sociali in cui tale espressione si manifestava. Ma al di là della varietà dei ruoli assunti dall’arte nella storia, esiste una essenza della manifestazione artistica? Esiste, cioé, un valore intrinseco della funzione creativa nell’uomo? O meglio, perché l’uomo crea? Cosa si esprime attraverso la pulsione creativa? Queste domande hanno animato gran parte della nostra ricerca, sia come artisti che come sociologi dell’arte. A nostro avviso la risposta può essere ricercata non solo dentro di noi sulla base di un processo di autoosservazione, ma anche mediante l’osservazione dei contesti meno “condizionati”  come le società a organizzazione semplice (i popoli definiti “primitivi”, sebbene noi preferiamo il termine “primordiali”)  oppure, osservando l’evoluzione della funzione artistica nell’età evolutiva. Ciò che ne esce é la consapevolezza che l’uomo crea: 1) per necessità (come nel caso di manufatti o di tecnologie più o meno complesse) 2) per collegarsi alla Vita in tutti i suoi aspetti.

Il nostro ambito di indagine sposta l’attenzione sul secondo punto e lo applica principalmente al contesto delle arti plastiche e della danza. Nelle società primordiali e in quelle in cui tale componente é ancora forte, l’espressione artistica non ha un ruolo performativo; si danza per celebrare la gioia, il senso di comunità, il raccolto, per propiziare gli dei. Allo stesso modo quando si dipinge un animale si diventa l’animale, si crea un contatto diretto, una comunicazione. Quando si crea un oggetto “sacro” dedicato a uno spirito, l’oggetto é lo Spirito. Chi crea non lo fa per manifestare la sua abilità, ma per partecipare alla Vita. Chi crea é un “canale” attraverso cui scorre la Vita e ciò che crea ne é la manifestazione (esattamente il contrario del ruolo assunto dall’arte contemporanea, sempre più performativa, soggiacente alle leggi del mercato e legata alla personalità e all’ego dell’artista).

Perché dovrebbe essere così importante per noi, uomini “civilizzati”, comprendere questa modalità? Perché a mano a mano che le nostre società diventano sempre più complesse si  creano sovrastrutture che allontanano sempre più l’uomo dalle sue caratteristiche primordiali e, a nostro avviso, per acquisire chiarezza e ritrovare armonia nelle relazioni occorre sbarazzarsi di sovrastrutture condizionanti.

Per esempio vivere l’arte in questo modo può portare a riscoprire molte funzioni importanti, come:

  • la capacità di osservare consapevolmente e di vedere chiaramente senza la mediazione delle nostre sovrastrutture mentali
  • la possibilità di vivere intensamente lo stato creativo, inteso come uno stato particolare della mente simile a quello meditativo
  • riscoprire l’importanza della ispirazione (ispirare ha la stessa radice etimologica di “inspirare”=portare dentro, n.d.r.), come di una funzione in grado di portare visioni e sensazioni da una dimensione “Altra” e concretizzarle nel mondo “fisico”; in altre parole mediante l’ispirazione si rende visibile il non visibile e chi crea esce dal proprio isolamento egoico e diventa un canale creativo.

La nostra esperienza pluriennale sia come artisti che come ricercatori ci ha mostrato come l’arte, quando viene vissuta in questo modo, porta salute, gioia e benessere nella propria vita. Le persone rinascono e, inspiegabilmente, trovano una motivazione e una rinnovata energia.

Le nostre affermazioni muovono da una ricerca sociale che conducemmo nell’Anno Accademico 1997-1998. Nell’arco dell’Anno Accademico 2019-2020 avremo modo di avviare una nuova ricerca estensiva su questo tema, per attingere a nuovi dati che possano aiutarci a migliorare sempre più la proposta formativa.

Attualmente gli incontri tematici e i seminari in programma riguarderanno i seguenti temi:

Ogni seminario sarà strutturato secondo una parte teorica e una pratica:

1) la parte teorica inquadrerà il contesto filosofico-religioso, sociale e antropologico al fine di contestualizzare le conoscenze e mettere in grado gli allievi di fare i necessari collegamenti.

2) la parte pratica avrà lo scopo di fare esperienza, portando nel proprio vissuto personale la conoscenza diretta.

Le possibili divergenze dovute alla distanza culturale o storica tra le varie espressioni artistiche vengono superate attingendo a quel patrimonio simbolico universale che appartiene all’essere umano al di là dello spazio e del tempo.

I seminari in programma saranno proposti nella primavera assieme a visite guidate a musei e mostre d’arte.

Per informazioni contattare la Scuola al numero: 3891238607